venerdì 9 novembre 2012

Il giardino incantato…



Il paesaggio di una porzione di giardino.

Se cercate un posto magico, io l’ho trovato, ed è anche relativamente dietro l’angolo: il Conservatorio Botanico della Valle D’Itria, i Giardini di Pomona nel cuore della Valle d'Itria, a poca distanza da Cisternino. 
Mancano solo gli elfi e le fate, per il resto c’è tutto: 10 ettari di terrazzamenti ricoperti da oltre 700 varietà di alberi da frutto, una diversa dall'altra (albicocchi, limoni, ciliegi, gelsi), piante aromatiche, il “giardino segreto”, il kaki di Nagasaki e la sua concettuale storia sul tempo... ma soprattutto l’incredibile passione e maestria del padrone di casa, Paolo Belloni, che rapisce con i suoi racconti visivo-olfattivi.

Una presenza "storica"

Una delle tante varietà di melograno nano
Pianta cinese

Il kaki di Nagasaki

Il conservatorio ha ulteriormente potenziato la sua attività didattica inserendosi nella rete provinciale delle masserie didattiche e si sta attrezzando per offrire un servizio sempre più qualificato ai visitatori provenienti da ogni parte del mondo.
Nel frattempo continua ad incantare grandi e piccini dalla sua "aula all'aperto" e con le narrazioni che si intrecciano alla storia e perfino ai dipinti di un passato anche molto antico.

L'aula all'aperto.
Paolo Belloni in mezzo alle sue piante.
Per un'immersione nella natura, vi consiglio di farci un salto: diventerà anche per voi un "luogo del cuore"!

sabato 3 novembre 2012

The passion




Il Sasso Barisano dal belvedere

Non ero mai stata a Matera (che vergogna!), per cui ho colto al volo l’occasione offertami dalla presenza del Festival of Festivals e mi sono catapultata in questo paradiso perduto… 
A parte l’essermi inavvertitamente imbucata con gran disinvoltura nel rinfresco sbagliato (ops..!), posso dire di essere stata completamente rapita dal meraviglioso paesaggio scavato nella roccia: ho immaginato lo svolgersi della Via Crucis nelle varie stazioni, in quello che deve apparire come un vero presepe vivente.
Il sasso caveoso
Ma quel che più mi ha impressionato è il lato non urbano, la zona collinare del Parco della Murgia Materana, scavata dal torrente che un tempo doveva essere di proporzioni decisamente più imponenti e di cui ora si sente solo il sussurrare sommesso e continuo, nel silenzio irreale nel quale lì tutto è sospeso…
Il torrente Gravina di Matera
La Murgia
Mi sono ripromessa di tornarci quanto prima e di andare ad esplorare i luoghi in cui Mel Gibson ha girato “The Passion”.
Voglio tornarci anche per il Musma, il Museo della Scultura Contemporanea, Palazzo Lanfranchi e la Fondazione SouthEritage per l'arte contemporanea, che non ho potuto visitare per "incompatibilità di orari".
E soprattutto, a questo punto, spero davvero che la città riesca a raggiungere l’obiettivo per cui sta lavorando alacremente un comitato appositamente costituito, cioè quello di essere individuata come  Capitale Europea della Cultura  nel 2019: sarebbe davvero un bel risultato! 


lunedì 15 ottobre 2012

Le terme della cultura.




Il chiostro dei Teatini, una delle sedi di ArtLab
In uno scampolo afoso d’estate fuori tempo massimo si è svolto, un paio di settimane fa a Lecce, ArtLab12 Dialoghi intorno al management culturale, le cosiddette “terme della cultura” (per usare la definizione coniata da un habitué) che hanno visto realizzarsi una serie di attività ripartite tra il convegno ufficiale, gli incontri, le presentazioni di libri, la formazione e una consistente programmazione off serale.
Per ovvi motivi ho seguito maggiormente gli incontri organizzati da Il Giornale delle Fondazioni, che hanno affrontato molteplici tematiche di forte attualità: le fondazioni di partecipazione e il loro impiego nella gestione del patrimonio culturale, con testimonianze sul campo dalla Fondazione Musei Senesi e dalla Fondazione Musei Civici di Venezia; le fondazioni bancarie e l’impatto sui territori, che ha visto la partecipazione della Fondazione Banca del Monte di Foggia; il bando Funder35 che finanzierà progetti culturali progettati da giovani per i giovani; le fondazioni d’impresa e loro modalità operative, rappresentate per l'occasione dalla Fondazione Pirelli, Fondazione Telecom, UniCredit Foudation e Fondazione per l’Innovazione del Terzo Settore.
Catterina Seia conduce il dibattito sulle fondazioni di partecipazione
Ugo Bacchella modera l'incontro con le fondazioni bancarie
Catterina Seia introduce le fondazioni d'impresa
In tutto questo sono riuscita a ritagliare del tempo per seguire l’affollatissima presentazione dell’ultima fatica di Alessandro Bollo, Il Marketing della Cultura, edito da Carocci e introdotto da un folto gruppo di relatori d’eccezione che hanno discusso sui concetti di ascolto, partecipazione ed empatia nel rapporto con il pubblico; e a scambiare due chiacchiere sui circuiti di giovani artisti e creativi con Luigi Ratclif, presidente del GAI e di Piemonte Creativo
Presentazione del libro di Alessandro Bollo
Oltre ovviamente alle due attività che mi hanno vista direttamente impegnata: l’intervento nel corso CRPC per presentare il progetto Intramoenia ExtraArt nei castelli di Puglia, per il quale sono stata coprotagonista insieme a Giusy Caroppo, ideatrice e curatrice dello stesso; e la presentazione di Ville Ouverte, un progetto di arte pubblica e residenze artistiche tra Viterbo e Genova, una sorta di format esportabile, che era uno dei “progetti sotto la lente” realizzata nella fantastica location del MUST.
Per non dimenticare la cena di beneficenza di Slow Food, nell’atrio del MUST, con i presidi dell’Alto Salento (giocavo in casa, diciamo) tra cui il “biscotto cegliese” e il pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto, sapientemente accostati ai vini della salentina Azienda Monaci di Copertino, il rosato Girofle e il rosso Eloquenzia.

Il pomodoro "fiaschetto" di Torre Guaceto
Il biscotto cegliese
Il programma di questa edizione è stato talmente ricco da risultare quasi bulimico, ma ben strutturato e dislocato nelle varie sedi del centro cittadino: a mio avviso il momento più alto degli incontri che ho seguito è stato l’intervento del prof. Pier Luigi Sacco durante l’incontro su industrie culturali e creative in relazione al contesto territoriale e sviluppo territoriale. Non poteva esservi un’analisi più lucida e impietosa dello stato dell’arte (è davvero il caso di dirlo) del settore culturale in Italia di quella che ha sviscerato utilizzando metafore di facile lettura e immediata comprensione.
Il prof. Pier Luigi Sacco
 La “perla barocca” ha risposto in maniera interessante all’evento, ma a mio avviso può fare molto di più: interessante a tal proposito è il movimento nato in questa occasione dall’unione di vari imprenditori, capitanati da Maurizio Guagnano di Liberrima e dalla Fondazione Fitzcarraldo, per il potenziamento delle attività culturali come leva di sviluppo turistico, il comitato "Cultura e Sviluppo".
Come ogni anno si torna da ArtLab con una serie di stimoli creativi che purtroppo spesso vengono messi a dura prova dalla realtà quotidiana di noi operatori culturali, bistrattati da un sistema che non ci tutela e figuriamoci se ci valorizza. 
Ma noi andiamo avanti, sicuri che la bellezza salverà il mondo, o quantomeno lo renderà migliore!