domenica 4 maggio 2014

Le nostre #invasionidigitali per #Lecce2019!




È stata una bellissima esperienza, partita un paio di mesi fa quando avevo proposto allo staff di Lecce 2019 di mettere insieme un calendario di Invasioni Digitali sulle due province di Lecce e Brindisi a sostegno ulteriore della candidatura di Lecce a Capitale Europea della Cultura.
Informato Fabrizio Todisco, l’ideatore delle Invasioni, che non aveva nulla in contrario a che i due network facessero rete per la causa comune, la valorizzazione del patrimonio culturale e la sua diffusione attraverso i social network, è partito il tamtam di sollecito a gruppi, associazioni, singoli, che notoriamente sapevamo esser propensi ad aderire ad iniziative di questo stampo.

Con l’aiuto della Puglia Ambassador delle Invasioni, Vitalba Morelli, siamo riusciti a coinvolgere una ventina di realtà, tra associazioni, collettivi formali e informali, che rispondono al nome di Arte AMiCA, TourAnGO, Ruotando e ImovePuglia.tv; Salentowebtv, Instangram Lecce e Salento Promoters, EliconArte, Associazione 34fuso, Associazione Conchiglia, Associazione Le Colonne, AB2 Luoghi di Educazione all’Arte e tanti “invasori a piede libero”, che hanno dato il loro contributo.
L'invasione di Latiano
L'invasione al Castello Alfonsino di Brindisi

Il calendario è stato fitto, fittissimo: dalla Chiesa rurale di San Donato a Latiano, alla Biblioteca Provinciale e Museo Diocesano di Lecce; dalla Chiesa S. Stefano e Centro storico di Soleto al Museo Civico di Maglie; dal Castello Alfonsino alla Fondazione Faldetta di Brindisi; dal centro storico di Nardò al Museo Civico Cavoti di Galatina; dal Museo dell’Accoglienza di Santa Maria al Bagno al Museo della Civiltà Rurale di San Vito dei Normanni per chiudere in bellezza con il QuoquoMuseo del Gusto di San Cesario sconfinando anche su Manduria col Parco archeologico delle Mura messapiche.
Giornate intense che hanno portato alla nascita di nuovi legami tra gruppi di operatori culturali con intenti simili e, per l’occasione, un grande fine in comune: promuovere il grande progetto di Lecce 2019 che è racchiuso nel claim “Reinventare Eutopia”!
Eutopia il luogo dove l’utopia diventa realtà, “realtà aumentata” potremmo dire, grazie al suffisso “EU” che sta per Unione Europea ma che ha anche la valenza migliorativa.
Personalmente mi sento di affermare che la nostra realtà, piccola o grande che sia, è venuta fuori rafforzata da questa esperienza: con l’Associazione Conchiglia e AB2 Luoghi di Educazione all’arte, e al supporto organizzativo di Maria De Guido, abbiamo organizzato un’invasione alla Pinacoteca di Mesagne, chiusa da tempo, e che ha accolto un buon numero di invasori, che hanno potuto prendere parte, grazie alla creatività di Giovanna Bozzi, docente di storia dell’arte al Liceo artistico Simone di Brindisi e alla collaborazione delle sue allieve, ad un piccolo intervento di azione performativa alla portata di tutti!

L'invasione alla Pinacoteca di Mesagne
Come Associazione Conchiglia, con il supporto dell’amministrazione comunale di San Vito dei Normanni, nello specifico grazie al contributo degli assessori Ingletti e Nigro, siamo riusciti a riaprire oggi il Museo della CiviltàRurale, un piccolo scrigno della nostra memoria contadina, non ancora valorizzato come meriterebbe. 


Grazie inoltre alla lungimiranza di due giovani imprenditori locali, Luigi de La Locanda di Nonna Mena e il gestore dell’enoteca L’Angolo del Vino, abbiamo potuto perfino offrire agli invasori un aperitivo rurale accompagnato da vino rosato: perché come dice il Direttore Artistico di Lecce2019, Airan Berg, il buon cibo e la cultura dell’alimentazione che abbiamo in Salento può certamente contribuire alla causa della nostra candidatura a Capitale Europea!

Le disponibilissime guide della Cooperativa Paideia hanno illustrato i materiali raccolti negli anni, grazie ad una prima cospicua donazione iniziale e ad altre successive (l’ultima proprio di qualche settimana fa) ed hanno alzato il sipario su un mondo vicino ma che spesso ci appare lontanissimo.
Le nostre radici, la nostra base comune, quella civiltà contadina che ci ha dato l’impronta, che è nel nostro DNA e che in un passato non troppo lontano siamo stati spesso tentati di rinnegare, per poi comprendere che è proprio quello il nostro punto di forza, quello che ci rende unici, speciali e assolutamente peculiari!
Un successo di proporzioni enormi quello riscontrato dalla seconda edizione delle Invasioni Digitali e che dimostra come ognuno, se si sente partecipe in prima persona, può diventare ambasciatore dei propri beni e della propria cultura, condividendone le suggestioni attraverso il più veloce dei mezzi oggi a disposizione di tutti: un piccolo smartphone e una connessione web.
Meditiamo e continuiamo a sentirci pacifici invasori per i restanti giorni dell’anno!


lunedì 21 aprile 2014

Masseria Potenti, il posto del cuore.



Non sono tipo da facili innamoramenti io, ma, un po’ meno di due anni, fa sono capitata per caso in un luogo, nell’agro di Manduria, in mezzo alla campagna che più campagna non si può, sulla strada che dolcemente digrada verso il mar Jonio… Era una fine luglio torrida, 40 gradi all’ombra, che non mi avevano distolto dal partecipare ad una summer school musicale organizzata in questo buen retiro agreste. Varcate le colonne d’ingresso al viale ed immessami nell’enorme aia, una luce abbagliante mi colpì, riflessa dal bianco accecante delle pareti a calce. 
Fu amore a prima vista.

Sono tante, in Puglia, le masserie ripristinate e riconvertite ad utilizzi altri, trasformate in resort di lusso, piuttosto che in sale ricevimenti. Sono poche, pochissime, quelle che hanno mantenuto inalterato lo spirito del tempo, che hanno saputo conservare la struttura nella sua integrità storica.  
Masseria Potenti appartiene a quest’ultima categoria: qui nulla è fuori luogo, tutto è nel suo perfetto ordine naturale, anche quello che vi è stato aggiunto nel tempo.


Il mio amore per questo luogo è cresciuto nel tempo, incrementato dalla passione che Chiara, la giovane padrona di casa, ha saputo infondere nel trasmetterne l’essenza attraverso immagini e post sui social network e sul suo blog: pertanto il mio desiderio più grande per questa pasquetta era poter passare la mia giornata in questo luogo magico divenuto ormai per me il posto del cuore!
Qui l’ospite è sacro, nel vero senso della parola: nelle ventuno stanze che fanno parte della tenuta l’atmosfera è quella di una volta, pur con tutti i comfort moderni e benefit impagabili quali il giardino privato; la piscina, poi, è un angolo di relax assoluto.


La nota distintiva, oltre agli angoli di incredibile fascino che si susseguono all’interno ed all’esterno, è la cucina: totalmente a km zero, basata su verdure, ortaggi e materie prime dell’azienda, curata con grande passione dalla padrona di casa.
Maria Grazia, infatti, ama cucinare, impastare il pane, divertirsi a dargli le forme più particolari, tiene anche corsi di cucina per i suoi ospiti, e, ultimamente, si diverte ad insegnare l’arte della panificazione anche in tv: ci ha raccontato di un luogo che assorbe tutte le sue energie, dove ama vivere in estate ma anche in inverno, dove organizza corsi di yoga e per il quale, in futuro, ha in mente un grande progetto legato ad una sua altrettanto grande passione…per ora top secret!
Essendo a Manduria, non poteva mancare il vino: primitivo prodotto dalle vigne della tenuta, quello che ha accompagnato il nostro pranzo, gradevole come tutte le portate che ci sono state servite sotto uno dei portici che circondano la struttura. 

Quando in un posto mi ritrovo a mangiare come a casa mia (e sapete che a casa mia si mangia particolarmente bene), allora l’incanto è completo.


Ma la magia più grande è quella che fanno l’amore e la passione per la propria terra e per ciò che le radici di ognuno rappresentano: senza questi elementi imprescindibili, non c’è impresa che tenga…
Per questo, lunga vita a Masseria Potenti ed allo spirito che la anima!


lunedì 17 marzo 2014

La Puglia che mangia differente: una storia mancina!

Il ricettario mancino!

Ho conosciuto Lorenza poco più di un anno fa, casualmente, alla fermata del bus che dalla Fiera del Levante porta alla stazione di Bari: eravamo entrambe di ritorno da un incontro del Distretto Puglia Creativa ed abbiamo iniziato a chiacchierare sulle nostre passioni in comune. È saltato fuori che, tra le tante cose che fa, da iperattiva qual è, aveva appena lanciato insieme ad un’amica una start-up che si occupava di alimentazione differente e, avendo io una mamma appassionatadi cucina, mi sono ovviamente interessata all’argomento. 

Le ideatrici del progetto.
Sono passati i mesi e la start-up è cresciuta diventando un portale molto carino e interessante, CucinaMancina per l’appunto, una community dove i cosiddetti “mancini alimentari” (gli intolleranti e gli allergici, i diabetici e i colesterolemici, gli ipertesi, i vegetariani e i vegani) ma anche i curiosi alimentari, possono trovare ricette gustose, nonostante le difficoltà che spesso questi regimi impongono, e anche uno store locator per individuare i punti vendita e ristoranti specializzati.
Sono passati altri mesi ed è arrivato il primo libro, “Eat different distribuito nei circuiti Feltrinelli.
Nel frattempo avevo potuto incontrare anche la socia Flavia e, tra un tweet e l’altro, le due fanciulle hanno proposto a mia mamma di partecipare al secondo ricettario che era in preparazione: lo shooting si è tenuto a gennaio all’Istituto Majorana di Bari e ieri c’è stata la presentazione presso la Camera di Commercio di Bari del nuovo progetto editoriale, un ricettario di cucina inclusiva dal titolo “La Puglia che mangia differente”.

I pannelli che componevano l'allestimento.
Luigi Triggiani, project manager Unioncamere
e Angela Partipilo, segretaria generale Unioncamere introducono l'evento.
Lorenza scatta, Flavia ascolta...
Lorenza "da i numeri" della mancinità
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Unioncamere Puglia, essendo il progetto CucinaMancina una delle start-up vincitrici del bando Valoreassoluto 2013 della Camera di Commercio di Bari.
Il risultato è un ricettario a più voci realizzato con il contributo di 48 chef e food blogger pugliesi che hanno reinterpretato i piatti della tradizione pugliese realizzando 52 ricette, organizzate per stagionalità e taggate a seconda delle mancinità che interpretano (vegetariano, vegano, no glutine, no lattosio, pochi grassi, zuccheri, sodio, curiosi alimentari). Dodici ricette sono anche state illustrate da giovani illustratori pugliesi e tutte sono state realizzate con almeno un prodotto delle aziende che hanno aderito al progetto con i loro prodotti per mancini alimentari.
La giornata di ieri, tra presentazioni ed emozioni, prevedeva anche un piccolo “concorso” tra 11 ricette selezionate tra quelle inserite nel ricettario, per decretare le più mancine per creatività, inclusione alimentare e gusto giusto, con una giuria composta da bambini ed esperti del settore. 
Delle due ricette inserite dalla mia Cuoca nel ricettario (l'altra era lo sformato mediterraneo) erano in gara le “frise reloaded”, totalmente preparate con farine per celiaci, in versione bianca e integrale, con l’aggiunta di farina di grano saraceno: erano presentate in abbinamento con i paté di melanzane e carciofi dell’azienda Di Molfetta e con l’olio evo biologico dell’azienda Cazzetta.

La Cuoca di Casa Carbotti, Flavia e il sig. Di Molfetta.
Le "frise reloaded" con i pomodorini
Ogni ricetta è stata presentata dal relativo foodblogger o chef insieme ai produttori delle aziende abbinate, creando una sinergia tra potenzialità creative ed imprenditoriali del territorio.
Devo dire che sono rimasta particolarmente colpita dall’entusiasmo, non solo dei foodblogger, ma soprattutto dei produttori, che spesso rappresentano le terze/quarte generazioni di famiglie che lavorano la terra e vivono dei suoi prodotti, arricchendo e diversificandone l’offerta. Una delle tante ricchezze della nostra Puglia che vanno assolutamente valorizzate e potenziate.
Così come sono rimasta impressionata dai numeri dei “mancini alimentari” in costante crescita, non solo per cause di forza maggiore, ma anche per consapevolezza e scelte di vita, come nel caso dei vegetariani e vegani, nonché per la voglia di alimentarsi in modo sano e seguendo le stagionalità dei curiosi alimentari.
Un mercato decisamente in crescita, nel quale vale la pena di investire: e infatti è ancora in fase di aggiornamento l’Atlante pugliese delle diversità alimentari, al quale le aziende produttrici di alimenti per diete speciali possono registrarsi attraverso questo link e anche i ristoranti, pasticcerie mancini potranno farlo attraverso un altro link dedicato.
E a fine mattinata tutti ad assaggiare il favoloso buffet preparato dagli allievi dell’Istituto Majorana di Bari che avevano riprodotto le ricette in gara, allestendole con un colpo d’occhio notevolissimo e rendendo il giusto valore al loro gusto: anche da mancini ci si può nutrire con gusto!

I ragazzi del Majorana di Bari.
Alcune immagini del buffet mancino...

Quando la crisi diventa uno stimolo ad inventare qualcosa di diverso e si uniscono, facendo rete, le varie potenzialità di un territorio, allora si possono fare davvero grandi cose: credo e spero che questo progetto possa avere lunga vita e portare ancora grandi soddisfazioni alle ideatrici e a chi è già o verrà in contatto con la loro positiva energia contagiosa. Ad maiora semper!


domenica 26 gennaio 2014

Un’esperienza sensoriale da ripetere!



Ero stata ad un aperitivo, ai buffet della scuola di gastronomia, ad una cena di beneficenza realizzata con tutti i ristoratori della zona perfino, ma non avevo mai fatto un intero pasto, per così dire, Al Fornello da Ricci, a Ceglie Messapica. Ero pertanto molto impaziente di realizzare questo mio desiderio, soprattutto considerato che la settimana passata avevamo provato a prenotare ma non avevamo trovato posto (se decidete di andarci di sabato sera, vi consiglio di prenotare con una settimana di anticipo!).
Ieri era una giornata un po’ speciale e, sfidando le condizioni meteo poco clementi, siamo comunque riusciti ad approdare sulla collina di Montevicoli, dove si è aperta per noi la porta di un mondo a parte: varcata la soglia del locale è stato un po’ come varcare una soglia spazio-temporale, dove tutto il mondo rimaneva fuori, pensieri e problemi inclusi. Atmosfera intima e calda, luci soffuse ma non troppo, tavoli ben distanziati tra loro così da garantire una certa intimità a ciascuno, tavola perfettamente addobbata e personale discreto ma presente.

Il grande camino in pietra che troneggia nella sala.
Le premesse c’erano tutte per cui ci siamo rilassati: l’accoglienza con un rosato di negroamaro e polpettine hanno contribuito ulteriormente.
Il menu era di quelli che piacciono a me: non troppe opzioni, ma tutte dalle grandi aspettative, con prodotti rigorosamente a km0 e di qualità. Ovviamente non potevamo fare a meno degli antipasti, che sono arrivati gradualmente sulla nostra tavola e con un ordine di presentazione impeccabile. Un tris di mousse di baccalà su letto di pane croccante, sformatino di finocchi gratinati e “crocchetta” ripiena, ovviamente realizzati e presentati in modo alternativo e suggestivo: sul sapore non ci esprimiamo nemmeno, perché ovviamente era tutto delizioso.

Tris di antipasti.
E a seguire, capocollo di Martina Franca, salame della valle d’Itria, piatti tradizionali e della nostra tradizione contadina come purè di fave e cipolla rossa, cicorie e cime di rape da condire con l’olio prodotto da Cesare Fiorio nella locale Masseria Camarda, carciofi con nuvola di ricotta, grano con caciocavallo e pomodorini, e qualcos’altro che sicuramente ho tralasciato. Il tutto accompagnato da taralli piccanti che facevano perfettamente il paio con il rosato Five Roses che avevamo scelto, pane cotto in forno a legna e pagnottelle.


Altri antipasti

Come primo eravamo in tre e abbiamo scelto tutti e tre i piatti, per non farci mancare nulla. Ve li mostro così vi stuzzico la curiosità di provarli! Le gocce di ricotta avvolte nella semola su pesto di zucchine e pancetta croccante sono state acclamate come il miglior primo.
 
I primi.
I secondi li abbiamo saltati perché io personalmente non mangio quasi carne e i miei due “compagni di merenda” si sono adeguati perché ormai sufficientemente sazi e desiderosi di concentrarsi sul dolce…
…che è stato anch’esso all’altezza delle aspettative: la mia sfoglia con crema al limone era quanto di più delizioso, impalpabile e friabile si potesse richiedere ad una sfoglia; la mousse di formaggi era un cheesecake evoluto e contestualmente local e perfino il tortino di cioccolato aveva una sua particolarità distintiva nella ganache al cioccolato bianco che lo affiancava. Peccato solo che per la voglia di assaggiarli che avevamo...ci siamo dimenticati di fotografarli!
Per chiudere un limoncello fatto in casa accompagnato da piccole frolle, cioccolato e gelatine e un buon caffè (è buono perfino il decaffeinato che la sottoscritta ha sperimentato per evitare di rimanere sveglia tutta la notte a contare le pecorelle).
Stavamo così bene che siamo rimasti a chiacchierare per un tempo indefinito con una sensazione di sospensione dalla realtà…
D’altro canto sono anni che il locale continua a ricevere la stella Michelin e i motivi ci sono tutti!
La prossima volta ho deciso che chiederò a Vinod Sookar, lo chef mauriziano, marito di Antonella Ricci, di farmi provare un piatto della cucina mauriziana, magari con contaminazioni locali: sono molto curiosa…
Alla prossima, quindi!